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Farmacia Pozzo Strada - C.so Francia, 273 - 10139 Torino

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Allergie da prodotti cosmetici

   
 

Tutti noi, ogni giorno, veniamo in contatto con almeno un prodotto cosmetico, poiché nella grande categoria dei cosmetici, sono compresi non solo i prodotti di "bellezza" che si usano per il trucco e il make-up, ma anche saponi e prodotti per l'igiene del corpo come bagnoschiuma e creme, shampoo, smalti, dentifrici, profumi e tinte per i capelli.

Non stupisce perciò che le reazioni avverse a tali prodotti, siano molto comuni, ed è anche sbagliato pensare che i cosiddetti prodotti "naturali", considerati di norma più "salutari", diano meno reazioni allergiche; anzi, si è visto che la maggior parte delle sostanze allergizzanti, sono proprio proteine naturali e non di sintesi.

E' molto difficile però capire quale sostanza ha scatenato una reazione allergica, poichè questi prodotti hanno molto spesso una composizione varia e molto complessa, e cioè sono costituiti da molti ingredienti diversi (ricordiamo che in un'etichetta di un cosmetico, gli ingredienti sono messi in ordine decrescente di quantità; dal primo ingrediente, che è quello presente in quantità maggiore, fino ad arrivare all'ultimo che solitamente è presente solo più sotto forma di traccia).

Sembra che il 10% della popolazione adulta europea soffra di reazioni avverse ai cosmetici, che comprendono per la maggior parte, dermatiti da contatto, e in altri casi meno frequenti, orticarie (che si manifestano entro qualche minuto dal contatto, presentando prurito ed arrossamento con ponfi ed eritema, piuttosto frequenti quelle date dalla tintura all'hennè), fotosensibilizzazioni (date dall'interazione dei raggi ultravioletti della luce solare con altre sostanze) ed anafilassi.

Le dermatiti da contatto ( o eczemi da contatto) si dividono in quelle irritative da contatto (le più frequenti) e allergiche da contatto (meno frequenti).

Quelle irritative da contatto sono espressione dell'azione tossica diretta delle sostanze che vengono a contatto con la pelle, e la irritano. Si possono manifestare anche al primo contatto dell'agente irritante con la cute.

Le dermatiti allergiche da contatto, invece, prevedono una più o meno prolungata esposizione ad una sostanza sensibilizzante, la quale,ad una successiva esposizione, viene riconosciuta dal nostro sistema immunitario che attiva una risposta infiammatoria per tentare di "difenderci" dall'agente sensibilizzante.

In entrambi i casi comunque, la cute diventa pruriginosa, eritematosa e con piccole vescicole che spesso desquamano (eczemi).

Le sostanze chimiche che sono in grado di dare una reazione cutanea allergica, sono più di 3000, e quelle più coinvolte sono le essenze profumate, i conservanti (ad esempio i parabeni nei cosmetici, la formaldeide negli shampoo, il Kathon CG, un antimicrobico usato nei cosmetici ed il Quaternium-15 nei fondotinta) la parafenilendiamina (PFD) presente nelle tinture per i capelli e bandita in certi paesi europei, gli alcoli della lanolina (ottenuti dal sebo della pecora, recuperati dalla lana non lavorata, usati come emollienti in molti idratanti, stick per labbra, e protezioni solari) ed il nickel, un metallo presente come inquinante dei processi di lavorazione dei prodotti cosmetici (recepita nel nostro Paese, una recente direttiva CEE in merito ai limiti del quantitativo di nickel accettabile nei cosmetici).

Ricordiamo comunque che i conservanti, nella formulazione di un cosmetico contenente acqua, sono inevitabili per prevenire lo sviluppo di muffe e batteri!

Infine segnaliamo come anche molti estratti di piante possano dare allergie; soprattutto la famiglia delle Compositae che comprende il carciofo, la camomilla, il crisantemo, la calendula, il tarassaco e l'ambrosia.

Si è visto che anche il propoli spesso può dare allergie.

Per diagnosticare una dermatite da contatto, è indicato recarsi dal dermatologo per effettuare un "patch-test", in cui si posizionano dei cerotti contenenti le sostanze sospettate di essere causa di allergie, direttamente sulla pelle e se ne valuta il risultato. Sarà poi lo stesso dermatologo a prescrivere una terapia a base di farmaci cortisonici ed antistaminici e, solo in casi più gravi, di antibiotici.

 
   

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